Disegno di legge n. 173 – Interventi a favore delle persone con disabilità e riordino dei servizi sociosanitari in materia

Il Disegno di legge n. 173 <<Interventi a favore delle persone con disabilità e riordino dei servizi
sociosanitari in materia>> oggi, con l’approvazione quasi unanime del Consiglio Regionale, è divenuto
legge. Una tappa molto importante per il mondo della disabilità, afferma Mario Brancati, presidente della
Consulta Regionale delle Associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, che plaude
soddisfatto per il lavoro svolto.
“E’ stato un lavoro senza dubbio consistente da parte del team del Vicepresidente Riccardi, al quale va
riconosciuto l’impegno di aver utilizzato un metodo di lavoro trasparente e largamente condiviso, ma anche
da parte della stessa Consulta che ha contribuito alla stesura della legge attraverso numerose interlocuzioni
e incontri, svolti in tutti i territori provinciali, che hanno visto il coinvolgimento di circa cento associazioni
rappresentative del mondo della disabilità, aderenti alla Consulta.
La nuova legge rappresenta una evoluzione significativa della LR 41 del 1996. Essa recepisce gli esiti della
revisione normativa e culturale del sistema inerente la disabilità, in atto sia a livello nazionale che
internazionale, nonché porta a sintesi le migliori esperienze che la nostra Regione ha maturato nel corso
degli anni in tema di disabilità, rendendole attuali e aprendo a opportunità concrete per innovare il
sistema dei servizi entro una nuova cornice di governo. In definitiva, una legge dalla quale le persone con
disabilità si aspettano uniformi, eque e concrete risposte. In particolare la legge assicura l’auspicata
uniformità di intervento su tutto il territorio regionale, evitando discontinuità, frammentazione e
disuguaglianza nell’erogazione degli interventi, aspetti che purtroppo ancora oggi sussistono. La legge
garantisce un progetto di vita individualizzato e personalizzato e promuove azioni di integrazione delle
politiche regionali (abitative, educative, sanitarie, sociali e dalla mobilità) e afferma finalmente con
chiarezza che il sistema sanitario deve farsi carico dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) perché queste
prestazioni sono diritti dei cittadini che non sempre sono assicurati.
La Consulta, sottolinea ancora il Presidente Brancati, è consapevole che la ricaduta concreta della nuova
legge sulla qualità dei servizi e sulla qualità della vita delle persone con disabilità, dipenderà molto sia dalla
“forza” dei numerosi atti, che dovranno essere a breve predisposti, ai quali la norma rimanda, sia da come il
sistema territoriale (servizi sanitari sociosanitari e sociali, scuola, formazione, lavoro, terzo settore, comuni,
imprese, ecc.) evolverà nel far propri gli assunti culturali sui quali poggia la legge.
Per la Consulta, questa considerazione si traduce in un rinnovato impegno, poiché, sottolinea il Presidente
della Consulta, il lavoro non è ancora concluso. La nuova legge rappresenta senza alcun dubbio un buon
punto di arrivo e, nello stesso momento, anche un buon punto di partenza. Dobbiamo continuare a
operare, fiduciosi e con lo spirito costruttivo fino ad oggi dimostrato, per realizzare compiutamente i
contenuti della nuova legge affinché essa esiti davvero in un vero rinnovamento.Il Disegno di legge n. 173 <<Interventi a favore delle persone con disabilità e riordino dei servizi
sociosanitari in materia>> oggi, con l’approvazione quasi unanime del Consiglio Regionale, è divenuto
legge. Una tappa molto importante per il mondo della disabilità, afferma Mario Brancati, presidente della
Consulta Regionale delle Associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, che plaude
soddisfatto per il lavoro svolto.
“E’ stato un lavoro senza dubbio consistente da parte del team del Vicepresidente Riccardi, al quale va
riconosciuto l’impegno di aver utilizzato un metodo di lavoro trasparente e largamente condiviso, ma anche
da parte della stessa Consulta che ha contribuito alla stesura della legge attraverso numerose interlocuzioni
e incontri, svolti in tutti i territori provinciali, che hanno visto il coinvolgimento di circa cento associazioni
rappresentative del mondo della disabilità, aderenti alla Consulta.
La nuova legge rappresenta una evoluzione significativa della LR 41 del 1996. Essa recepisce gli esiti della
revisione normativa e culturale del sistema inerente la disabilità, in atto sia a livello nazionale che
internazionale, nonché porta a sintesi le migliori esperienze che la nostra Regione ha maturato nel corso
degli anni in tema di disabilità, rendendole attuali e aprendo a opportunità concrete per innovare il
sistema dei servizi entro una nuova cornice di governo. In definitiva, una legge dalla quale le persone con
disabilità si aspettano uniformi, eque e concrete risposte. In particolare la legge assicura l’auspicata
uniformità di intervento su tutto il territorio regionale, evitando discontinuità, frammentazione e
disuguaglianza nell’erogazione degli interventi, aspetti che purtroppo ancora oggi sussistono. La legge
garantisce un progetto di vita individualizzato e personalizzato e promuove azioni di integrazione delle
politiche regionali (abitative, educative, sanitarie, sociali e dalla mobilità) e afferma finalmente con
chiarezza che il sistema sanitario deve farsi carico dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) perché queste
prestazioni sono diritti dei cittadini che non sempre sono assicurati.
La Consulta, sottolinea ancora il Presidente Brancati, è consapevole che la ricaduta concreta della nuova
legge sulla qualità dei servizi e sulla qualità della vita delle persone con disabilità, dipenderà molto sia dalla
“forza” dei numerosi atti, che dovranno essere a breve predisposti, ai quali la norma rimanda, sia da come il
sistema territoriale (servizi sanitari sociosanitari e sociali, scuola, formazione, lavoro, terzo settore, comuni,
imprese, ecc.) evolverà nel far propri gli assunti culturali sui quali poggia la legge.
Per la Consulta, questa considerazione si traduce in un rinnovato impegno, poiché, sottolinea il Presidente
della Consulta, il lavoro non è ancora concluso. La nuova legge rappresenta senza alcun dubbio un buon
punto di arrivo e, nello stesso momento, anche un buon punto di partenza. Dobbiamo continuare a
operare, fiduciosi e con lo spirito costruttivo fino ad oggi dimostrato, per realizzare compiutamente i
contenuti della nuova legge affinché essa esiti davvero in un vero rinnovamento.

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