
Il governo ha sbloccato il Fondo Unico per l’inclusione delle persone con disabilità grazie allo stanziamento di nuove risorse per il 2026.
Con il decreto pubblicato il 27 aprile 2026, il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, presso la Presidenza del Consiglio, ha approvato le convenzioni di finanziamento con gli Enti del Terzo Settore (ETS) già selezionati, dando di fatto il via libera all’erogazione di nuovi contributi.
Il Fondo servirà a finanziare progetti, servizi e interventi per migliorare la qualità della vita delle persone con fragilità e promuoverne l’autonomia.
In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio cos’è il Fondo Unico per la disabilità, quali aiuti prevede e cosa cambia ora.
COS’È IL FONDO UNICO PER LA DISABILITÀ
Il Fondo Unico per l’inclusione delle persone con disabilità è stato istituito con la Legge di Bilancio 2024 per riunire in un unico capitolo di spesa risorse che prima erano distribuite su diversi programmi, rendendo più efficiente la gestione degli aiuti destinati a questa categoria.
È la Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, a gestire il Fondo e decidere la ripartizione delle risorse tra enti pubblici, territori e soggetti del Terzo Settore.
In pratica, il Fondo funziona come un contenitore nazionale, dentro cui vengono poi attivati bandi specifici, ciascuno con proprie regole, tempi e beneficiari.
QUALI AIUTI FINANZIA IL FONDO
Il Fondo Unico non finanzia una sola misura, ma un insieme molto ampio di interventi. Tra i principali ci sono i progetti che promuovono:
- autonomia e comunicazione per studenti con disabilità;
- trasporto scolastico dedicato;
- turismo accessibile;
- sostegni per persone con ipoacusia e per i caregiver familiari;
- inclusione lavorativa e sociale;
- attività promosse dagli Enti del Terzo Settore;
- servizi territoriali dedicati alla non autosufficienza.
Per il 2026, sono stati stanziati 20 milioni di euro destinati a finanziare progetti sperimentali di inclusione, accessibilità e sostegno alle persone con disabilità, ai quali sono stati aggiunti 600 mila euro destinati all’assistenza tecnica, cioè al supporto operativo per realizzare i progetti.
Le iniziative finanziate dovranno:
- durare tra 18 e 36 mesi;
- ricevere un contributo pubblico fino al 90% del costo totale;
- garantire un cofinanziamento minimo del 10%, che può essere coperto anche tramite personale, volontari o beni messi a disposizione dall’ente.
COSA CAMBIA CON LO SBLOCCO DEI FONDI
Il decreto del 27 aprile 2026 non apre un nuovo bando, ma sblocca l’erogazione delle risorse ai soggetti già selezionati.
Nei progetti realizzati in partenariato, sarà il capofila a gestire i rapporti con il Dipartimento e a distribuire i fondi ai partner.
Le convenzioni approvate stabiliscono:
- importi assegnati;
- codici CUP dei progetti;
- obblighi amministrativi e modalità di controllo;
- tempi di realizzazione e regole per la rendicontazione;
- eventuali cause di revoca del contributo.
Le risorse, adesso, permetteranno di trasformare i fondi promessi per questi progetti in soldi effettivamente spendibili.
COSA SPETTA A FAMIGLIE E CAREGIVER
Anche se i contributi non arrivano direttamente ai cittadini, le famiglie potrebbero beneficiare di:
- nuovi servizi territoriali e iniziative di inclusione sociale;
- maggiore assistenza domiciliare;
- progetti di sollievo per caregiver e di supporto educativo.
Fonte: ticonsiglio.com