
Il mercato del lavoro cresce da ormai tre anni e diventa più aperto all’inclusione dei disabili. Anche se il diritto al lavoro non è ancora garantito e restano forti discriminazioni. Nell’ultimo decennio la quota di persone con disabilità che cercano o hanno un’occupazione è passata dal 43,7% al 52,2%, grazie alla combinazione di politiche nazionali e regionali efficaci e di una cultura più inclusiva delle imprese. Il lavoro da fare, tuttavia, è ancora molto. L’ingresso al lavoro per questi cittadini resta ancora critico. Secondo i dati Istat (rielaborati in uno studio dei Consulenti del lavoro e di Anfass), su una popolazione di circa 3 milioni di persone con gravi disabilità solo il 33,5% (nella fascia d’età 15-64 anni) risulta occupata, contro il 60,2% delle persone senza limitazioni. Un dato ancora basso, anche se nel confronto internazionale l’Italia non sfigura. Anzi. Secondo Eurostat, infatti, siamo il Paese con il gap più basso d’Europa sul fronte delle disabilità non gravi: il tasso di disoccupazione italiano di chi ha disabilità non gravi è dell’11,8% contro una media Ue del 17,3%.