In sedia a rotelle e con il respiratore, ho creato il primo videogioco con protagonisti disabili: trasformo la diversità in un superpotere

La sua Formula 1 è una sedia a rotelle, il suo volante un joystick. Silvio Binca, 26enne originario di Lucca, non ama la parola “disabilità”: preferisce definirsi un portatore di handicap, perché «le abilità restano le stesse, nel bene e nel male». E di abilità ne ha molte: studi in informatica, esperienze in digital marketing, finanza aziendale e programmazione. Ma la sua vita è segnata da una diagnosi che cambia tutto: la desminopatia, una rarissima malattia neurodegenerativa dell’apparato muscolo-scheletrico, che colpisce in media una persona su un milione e di cui sono noti appena sessanta casi al mondo.

La malattia lo ha costretto prima a rinunciare a camminare, poi ad affrontare un trapianto di cuore al Niguarda e da quattro anni a convivere con respirazione e alimentazione assistita 24 ore su 24. «Dall’oggi al domani sono passato dalla bicicletta alla sedia a rotelle – racconta in una intervista al Corriere –. Ora somiglio a un robot umano, ma con molta più personalità».

The handYcapped: il progetto che unisce inclusione e videogame

Nonostante il percorso difficile, Silvio non si è arreso. Con il sostegno della famiglia, della fidanzata Alice e degli amici, ha fondato nel 2023 l’associazione solidale The handYcapped, con cui ha già raccolto oltre 20mila euro a favore della ricerca sulle malattie rare. «Il nome racchiude un gioco di significati: “Handy” vuol dire anche “abile”, e la Y e la T maiuscole rimandano al “Thank you” del mondo dei videogiochi».

Proprio dal gaming è nata l’idea di un progetto senza precedenti: il primo videogioco al mondo con protagonisti in sedia a rotelle, ispirato a Mario Kart.

Un titolo competitivo, adrenalinico, pensato non per raccontare la disabilità ma per giocare insieme senza barriere. Il lancio è previsto entro l’autunno e sarà gratuito: chi vorrà potrà sostenere la causa con donazioni, necessarie per sbloccare nuovi personaggi e accessori.

Un attivista con ironia e determinazione

Silvio affronta la sua condizione con ironia e lucidità: «La gente ci guarda come fossimo bestie rare, ma non sa che abbiamo superpoteri nascosti. Se la vita ti dà limoni, impari a fare la limonata». Un black humor che non cancella le difficoltà quotidiane – dal non poter più mangiare autonomamente alla rinuncia ai piatti preferiti – ma che si trasforma in energia creativa. Dopo il ricovero al Niguarda, ha pubblicato anche un libro per bambini sull’arte e l’inclusione, ha portato la sua testimonianza in seminari e consulenze e continua a impegnarsi per sensibilizzare soprattutto i più giovani. La sua forza è la rete di affetti che lo circonda: «Mia madre è tutto per me, anche quando mi minaccia di lasciarmi all’Asl se la faccio arrabbiare. E Alice, la mia fidanzata: conviviamo da tre anni, con lei c’è sempre spazio per sdrammatizzare».

Fonte: leggo.it

    Tutte le ”Notizie”, contrassegnate da apposita etichetta di colore azzurro sopra il titolo, fanno riferimento al periodo di pubblicazione. Per questa categoria non sono previsti aggiornamenti, pertanto le informazioni riportate potranno variare nel tempo.

    Richiesta inserimento Eventi

    È possibile richiedere l’inserimento delle vostre iniziative a fine promozionale, con la divulgazione tramite il sito ed i canali social di riferimento, compilando direttamente il form sottostante:

    Informazione evento

    Trattamento dati personali