Persone disabili meno soddisfatte delle loro condizioni di vita

Le persone con disabilità sono meno soddisfatte della loro vita rispetto al resto della popolazione; e ciò non vale solo in generale ma anche per la maggior parte delle condizioni di vita esaminate. Le differenze aumentano poi parallelamente al grado di disabilità. Nel complesso, la differenza che emerge tra le persone con e senza disabilità è stabile dal 2014.

È quanto risulta dall’indagine condotta nel 20220 dall’Ufficio federale di statistica (UST), relativa agli indicatori delle pari opportunità che l’UST pubblica in vista della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre. D’altro canto, emerge poi che i disabili hanno manifestato un interesse per la politica simile a quello del resto della popolazione e hanno partecipato attivamente alla vita sociale e politica.

Nel 2020, i portatori di handicap hanno assegnato alla loro condizione di vita generale un punteggio di 7,2 su una scala da 0 a 10, a fronte di 8,2 ottenuto dal resto della popolazione. E questa constatazione è valida per quasi tutte le dimensioni del benessere considerate, in particolare per la salute (6,2 contro 8,7), la situazione finanziaria (6,5 contro 7,3) e le attività svolte nel tempo libero (7,2 contro 7,9). Si constatano poi differenze nella soddisfazione anche per quanto riguarda le relazioni personali (8,3 contro 8,7) o l’abitazione (8,1 contro 8,4). Nel complesso, la differenza che emerge tra le persone con e senza disabilità è stabile dal 2014.

E, logicamente, più il grado di disabilità aumenta, più la soddisfazione diminuisce. Per le persone gravemente limitate essa è stata soltanto di 5,8 per quanto riguarda la loro vita attuale in generale, ed è scesa persino rispettivamente a 4,0 e 4,9 per quanto concerne la salute e la situazione finanziaria personale.

La sensazione di sicurezza varia

Secondo i dati raccolti dall’UST, anche la sensazione di sicurezza varia in base al grado di disabilità. Per i disabiliti, la sensazione di sicurezza è alta, pari a 8,2 (rispetto al 7,3 del 2015), ma meno pronunciata rispetto al resto della popolazione, dove si attesta a 8,6 (2015: 7,8). Il punteggio più basso, pari a 7,8, è stato raggiunto dalle persone gravemente compromesse, che si sentono maggiormente minacciate da crimini o violenza fisica.

Secondo l’UST, il 38% delle persone disabili ha dichiarato di aver partecipato più o meno attivamente alle attività di associazioni, società, club, partiti politici o altri gruppi nei dodici mesi precedenti il sondaggio. Tra le persone con gravi limitazioni, la percentuale è del 24%. Percentuali che rimangono comunque inferiori a quelle relative alle persone senza disabilità (45%).

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