
Solo una persona disabile su tre ha un lavoro in Italia, soltanto in Lombardia 76 milioni di euro pagati tra multe e contributi esonerativi per non assumerne. Il panorama dell’inclusione a livello lavorativo in Italia appare ancora molto arretrato secondo quanto ricostruito da un articolo de Il Corriere della Sera. A partire dai dati la situazione sembra impantanata, poco rispondente alla legge 68 del 1999: mancano infatti perfino i numeri, considerati imprecisi e superati. Il pericolo per le persone con disabilità è rimanere escluse, emarginate a vita dal mondo del lavoro.
Restano ancora tante le barriere all’inclusione, da quelle architettoniche a quelle culturali. Secondo i dati ISTAT le persone con disabilità in Italia sono quasi 13 milioni, tre milioni sono in gravi condizioni. Soltanto pochi giorni fa Donald Trump, presidente neo-eletto degli Stati Uniti, aveva accusato – quando nessuna indagine è stata condotta e chiusa – i programmi di inclusione (Dei – Diversità, Equità, Inclusione) voluti dai predecessori democratici Barack Obama e Joe Biden per il tragico incidente aereo di Washington. Considerazioni che possono orientare nei tempi.