
L’inclusione non riguarda solo le persone con disabilità, ma l’intera società. Poche e decise parole sintetizzano un’evidenza forte emersa alla Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina (UC2025) che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma: in questa quarta edizione è stato dato ascolto alla voce delle persone con disabilità.
Costruire “meglio”
Sono le parole dell’intenso discorso di Gunta Anča, vicepresidente di EDF (European Disability Forum, di cui CBM Italia è membro) e donna con disabilità, che ha sottolineato come l’Ucraina abbia ora un’opportunità unica: non solo ricostruire ciò che è andato perduto, ma costruirlo meglio. È questo un approccio adottato anche da noi di CBM Italia, presenti a Roma al fianco di EDF insieme a molte realtà del movimento italiano e internazionale della disabilità, per fare in modo che l’inclusione fosse un capitolo all’ordine del giorno della Conferenza.
Riprendo le parole di Anča: «Le case, i trasporti, gli strumenti digitali, le scuole, gli ospedali e i posti di lavoro vanno progettati fin dall’inizio e non adattati in un secondo momento. Costruendo un’Ucraina inclusiva, costruiamo un’Ucraina più forte e migliore per tutti. Strade accessibili aiutano non solo le persone in sedia a rotelle ma anche i genitori con passeggini, le persone anziane e i soldati feriti. Un’informazione più accessibile aiuta tutti». Così ogni sforzo di ricostruzione è anche garanzia di pari diritti e opportunità per tutti. E quindi l’inclusione non riguarda solo le persone con disabilità ma l’intera società.