Tutela rafforzata per i lavoratori con disabilità

In una storica sentenza, la Corte di Cassazione ha ribadito la necessità di proteggere i diritti dei lavoratori con disabilità, stabilendo che le aziende devono adattare le proprie politiche per garantire un trattamento equo e non discriminatorio. Questo pronunciamento apre la strada a una maggiore consapevolezza e a un rinnovato impegno nel garantire pari opportunità e inclusione nel mercato del lavoro.

La controversia e la decisione della Corte

Il caso riguardava un lavoratore affetto da una grave malattia oncologica, licenziato dopo un lungo periodo di assenza per motivi di salute. L’azienda aveva applicato rigorosamente il cosiddetto “periodo di comporto”, ovvero il limite massimo di assenze consentite, senza tenere in considerazione le specifiche esigenze del dipendente derivanti dalla sua condizione di disabilità.

La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello, dichiarando nullo il licenziamento e ravvisando una violazione delle norme europee e italiane sulla non discriminazione.
Secondo i giudici, l’azienda avrebbe dovuto adattare le proprie politiche di gestione delle assenze per malattia, tenendo conto della natura cronica e grave della condizione del lavoratore.

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